Un lungo cammino…

La propria strada è celata

Immerso nelle note
dal cuore sino al midollo
cuore al ritmo della batteria
sangue scorre nelle vene
note scorrono negli arti
negli occhi giochi di luce.

Sincronizzati con migliaia
d’altri giovani ipnotizzati
dalle scale di diesis a crescere
dai mille ritmi sincopati
spostano l’arena e lo spazio
il tempo e l’amore ingenuo.

Brezza porta sentori intriganti
che miscelano realtà e sogno
illusa gioventù rivoluzione dei fiori
fiori spezzati recisi nell’apice
del sole che scalda fallaci sogni
sognavamo di cambiare il mondo.

Il tempo è scivolato via veloce
ed il mondo ha cambiato noi
nel cassetto impolverato: i sogni
sogni di sale e sabbia spazzati via
dalle bufere senza pietà del vissuto
sorride il nostro riflesso invecchiato.  



Ogni uomo è una luna
con la sua faccia oscura
mostra il suo lato splendente
nasconde il suo animo cadente
nell’uomo vi è un pianeta oscuro
c’è chi lo domina e zittisce.

C’è chi lo eleva a padrone
dei suoi pensieri, dei suoi gesti
facendone un mostro, un demone
ogni demone ha la sua faccia
luminosa celata tra le pieghe
d’un animo perverso e crudele.

Ogni crudeltà e figlia d’un vuoto
d’una mancanza, una carenza
d’affetto e di carezze materne
parole affettuose nell’infanzia
gesti a fondamenta della saggezza
vuoti che trasformano in bassezza.

Il mio italiano imperfetto
figlio di studi all’estero
non fatti per mio diletto
è figlio di cifre e bilanci
non di letture classiche
né greche né latine: francesi
ma di cifre attivi e passivi
ore ed ore a far calcoli
mille cifre a vanificare
il mio sogno di divenir pittore
bilanci e codici contabili
soffocavano la mia inventiva
far quadrare le partite IVA.

Il mio italiano imperfetto
la mia grande frustrazione
immensa è la mia delusione…



Nello specchio noi bambini
nudi e senza sete di potere
solo sete di cieli azzurri
sete di materno amore
carezze senza prezzo
in cambio da pagare 
solo d’affetto baci ricevuti
noi bambini nello specchio
a scoprire le gote rosse
gli occhi scintillanti di gioia
l’innocenza nostra compagna
da semplici risposte genuine
senza nessuna malizia: pure!

Nello specchio noi bambini
domati dentro il nostro cuore



Siamo gocce di sudore
gocce di lacrime su una guancia
siamo uncini taglienti 
tutto e niente al contempo
un’emozione di troppo
ci manda nella confusione
scombina le coordinate
del vissuto e del futuro
sognato luminoso e importante
dinnanzi a noi si offre oscuro
la vita si capovolge in un’istante
trascina in un gorgo profondo…

Siamo gocce di sudore!

Il tramonto sull’Elba
le note della Sellerio
in sottile sottofondo
il mare è immobile 
come pietra azzurra
pietra zingara è onda
onde nel golfo di Castellammare
s’infrangono tra gli scogli.


La tavola salata disegna
correnti che mutano ombre
scure ed i bianchi schizzi
lontani sull’isola di Cerboli 
guardia con sorella Palmaiola
dei colli scuri di Rio Marina
vele bianche s’incrociano
attorno al rosso battello.


Rosso e d’oro è il tramonto
foschia marina copre l’Elba
le note della Sellerio danzano
tra sottili veli di nubi nel cielo
tra l’azzurro e lo smeraldo…
 

Sono imprigionato 
nella mia stessa sostanza
lei non è un mistero
è riflesso delle paure
paura di me stesso
mie infinite fragilità
mia infinita sensibilità
pagine nell’oscuro libro
di cruente e comuni favole 
vorrei volare lontano
osservare il mondo dall’alto
prigioniero del mistero
delle paure mai descritte
in un crescendo di note
di mezzi toni e bemolle
pentagramma in fiamme
quel fuoco sacro in me
d’esprimere emozioni
donarle al vento scirocco
ai cuori dispersi nelle dune
o nelle umide foreste
d’Africa o d’Amazonia.



Ho i passi centellinati
misuro con attenzione
ogni mio gesto, ogni intenzione
per non giungere stremato
alla fine d’ogni giorno
ho passi contati come sassi
di Pollicino nel bosco perduto
la poesia è sole rigeneratore
solo lei mi dà la ragione
e la forza d’affrontare il dolore
ogni notte dormo svuotato
dalle mie energie psicofisiche
i passi lunghi e decisi
mi sono ormai vietati…


Ho solo un desiderio
l’unica cosa che conta
per me è essere ricordato 
per ciò che sono
non per l’impressione
sbagliata di qualcuno
per ciò che sono
per ogni mia strofa
ogni mio profondo verso 
che ha lasciato traccia
in qualche animo lontano
cosa vi aspettate da me?
un giorno non avrò più parole
spero quel giorno mi perdoniate
dell’uomo normale che sono.

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Ho perduto la mia strada
tutto quello che cercavo
un sincero abbraccio
per un attimo fosse l’ultimo
ho perduto la mia strada
le lacrime ormai lontane
sepolte da mille canzoni
mille canzoni e mille versi
come tracce nel deserto
sabbia sulle mie emozioni
tramutate in azzurre parole
rimarrai immagine viva 
respiro vivo e risorgente
vorrei lasciarti andare
libera di volare tra nubi
e pioggia fine…